Associazione Amici
dell' Aereoporto G. Nicelli
Lido di Venezia
I crediti dimenticati dello scalo lidense.
di Bruno Delisi
Negli anni passati la pubblicazione Lido di oggi Lido di allora si è più volte occupata delle vicende dell’Aeroporto G. Nicelli raccogliendo preziose testimonianze di personaggi che hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo industriale e all’ affermazione internazionale del complesso ed è quindi con piacere che torno a scrivere sulle sue pagine
L’aeroporto, come è noto, nel 1926 fu trasformato in una realtà in grado di servire il traffico aereo civile ad opera dell’Arma Aeronautica e da questa affidata in gestione alla società aerea Transadriatica e successivamente all’Ala Littoria, prima compagnia di bandiera italiana.
L’ampia documentazione presente in più numeri evidenzia l’interesse avvertito dall’Editore in larghe fasce dell’opinione pubblica nei confronti di un Bene di rilevante valore per l’Isola e più in generale per la Città. Vari elementi infatti contribuiscono a fare dello scalo un unicum incomparabile per retaggio storico, per bellezza ambientale, per l’eleganza degli edifici che su di esso gravitano quali l’Aerostazione e le costruzioni delle ex Officine Aeronavali, oggi Officine Sorlini, e per le potenzialità aeronautiche che, se opportunamente individuate e adeguate alle esigenze della moderna aviazione sportiva e da turismo, avrebbero potuto da tempo riservare grandi soddisfazioni a gestori e fruitori.
Per comprendere meglio i motivi che hanno portato alla fondazione della Associazione Amici dell’Aeroporto G. Nicelli è opportuno dare un rapido sguardo, accompagnato da alcune considerazioni, alla storia dello scalo negli ultimi decenni.
Non vi sono dubbi che un certo tipo di pertinente attenzione, dal punto di vista culturale e operativo, è dovuta al Nicelli da Venezia in virtù dei crediti che l’Aeroporto ha acquistato nei suoi confronti sin dalla nascita, nel lontano 1915, ospitando e assistendo piloti e velivoli sul posto dislocati, nel corso della prima guerra mondiale, a difesa delle vite dei cittadini e dell’inestimabile patrimonio artistico - monumentale della Serenissima.
Per memoria del pubblico e del privato riportiamo le parole di Ugo Ojetti, grande scrittore che molto si interessò alle vicende di Venezia, presenti nel suo libro “I Monumenti d’Italia e la guerra”:
“Quando si potrà dir tutto, chiunque nel mondo ami o amerà Venezia, dovrà essere grato ai difensori del suo cielo, perché si deve e si dovrà alla loro intelligenza, alla loro costanza, alla loro abnegazione se i nemici non sono riusciti con le armi odierne a ridurla una rovina”.
Ai crediti della prima guerra mondiale si aggiunsero quelli di natura economica e sociale maturati successivamente, derivanti dal trasporto aereo – il Nicelli per molti anni fu il secondo aeroporto internazionale in Italia – e dall’ attività delle Officine a bordo del campo. Non è possibile dimenticare quanto le stesse apportarono, non solo nello sviluppo del traffico aereo, ma anche nel campo dell’ occupazione sia nei drammatici anni del dopo-guerra, sia in periodi di maggiore stabilità.
Il sentimento che le parole di Ugo Ojetti ispirano, e più in generale la consapevolezza del ruolo svolto a lungo dallo scalo in pace e in guerra, dovrebbero a nostro avviso rappresentare motivo di costante attenzione nel pensiero dei responsabili della sua esistenza, in quanto fattori essenziali per la formulazione di una attuale filosofia gestionale.
Nei decenni che vanno dal trasferimento delle Officine Aeronavali a Tessera e dalla cessazione delle attività dell’ Aeronautica Militare, non è possibile tuttavia registrare questo tipo di attenzione e conseguentemente una fattiva continuità di interventi per adeguare l’aeroporto alle nuove circostanze.
Un primo tentativo organico di ripristinare un’ attività produttiva la ritroviamo nella decisione di Luciano Sorlini, dinamico industriale bresciano, di acquistare gli edifici delle ex Officine Aeronavali. Oltre ad una ben nota solidità economica Sorlini aveva alle spalle una sperimentata capacità manageriale che lo avevano portato ad avviare a Carzago della Riviera, a fianco della tradizionale industria chimica di famiglia, un fiorente settore aeronautico.
Sorlini univa a queste caratteristiche una grande sensibilità per l’ambiente e per i beni culturali, sensibilità che lo spinse a realizzare un costoso restauro conservativo degli hangar e della palazzina nei quali intendeva avviare una qualificata attività di manutenzione e revisione di motori e parti di velivoli. Conscio inoltre del valore del bene acquisito, se considerato come espressione di archeologia industriale, intraprese con esito positivo il percorso necessario per ottenere dalla competente Soprintendenza il vincolo di bene culturale che ne avrebbe assicurato integrità e durata nel tempo, vincolo esteso anche all’aerostazione.
Il disegno industriale, malgrado gli investimenti e l’impegno profusi, per difficoltà ambientali non andò a buon fine con grande rammarico di tanti che avevano sperato nella ripresa di una solida attività produttiva al Nicelli con positivi risvolti nell’impiego di giovani tecnici e nell’ incremento del traffico aereo.
Occorre giungere all’inizio del terzo millennio per assistere ad un nuovo consistente tentativo di riqualificazione dell’Aeroporto e dell’Aerostazione. Ci riferiamo al progetto tecnico e finanziario elaborato dalla società di gestione, la Nicelli SpA, successivamente all’entrata nel corpo azionario della SAVE, società responsabile dell’aeroporto internazionale Marco Polo a Tessera, a fianco del Comune di Venezia, della Camera di Commercio e dell’Aeroclub G. Ancillotto. Con la nomina a Presidente della Nicelli SpA di Giorgio Miani, ingegnere di ampia visione ed esperienza direzionale, il progetto fu gradualmente definito.
Vennero deliberate la manutenzione straordinaria dell’Aerostazione, la realizzazione di una pista in concreto, compatibile con il quadro ambientale, la pavimentazione di piazzali di parcheggio e di manovra e hangar per il riparo di aeromobili. Progetti esecutivi vennero realizzati e il piano potè contare su apporti finanziari degli azionisti e contributi della Regione, di Enac, della USLL, di ENAV. Quest’ultimo ente, stimolato dall’orientamento della gestione, decise di unirsi al programma costruendo nell’area aeroportuale una moderna torre di controllo in sostituzione di quella esistente.
Dunque tutto lasciava pensare che stesse per andare in porto uno stimolante programma e che fosse finalmente giunto per il Nicelli il momento di andare all’incasso dei meritati crediti. Ma non fu così. Differenti punti di vista e accentuati contrasti tra le parti interessate, protrattisi per oltre un quinquennio, portarono allo sfilacciamento del progetto. Solo nel 2007 la società di gestione infatti riuscì a presentare al pubblico un parziale risultato delle opere preventivate, cioè la realizzazione del gruppo tecnico (torre di controllo), condotta in forma autonoma dall’ENAV, e la manutenzione straordinaria dell’aerostazione mediante un restauro conservativo. Rimanevano in sospeso opere indispensabili allo sviluppo del traffico aereo quali, in primis, la pista in concreto, a suo tempo parzialmente finanziata, richiesta da un turismo abbiente, che oggi non utilizza il Nicelli per non sottoporre costosi velivoli al rischio di danni derivanti da eventuali disuguaglianze del terreno erboso del campo.
Il restauro, portato a termine, con ammirevole sensibilità e perizia dall’architetto Claudio Rebeschini, d’intesa con la competente Soprintendenza, ottenne vasti consensi e un premio per il design della Triennale di Milano, consegnato nell’ambito del Salone del volo 2009. Il restauro fu inaugurato solennemente il 15 maggio 2007. In quella occasione, alla presenza del Sindaco Massimo Cacciari e del Sotto-Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Gen. SA Giuseppe Bernardis, venne scoperta per iniziativa del Comune di Venezia una targa in memoria dell’ing. Renato Morandi e del Com.te Umberto Klinger, pionieri dello sviluppo e dell’affermazione internazionale del Nicelli.
L’inaugurazione e il Convegno sull’ Aviazione Generale, organizzato con grande successo il giorno precedente dalla Camera di Commercio di Venezia, furono fortemente sostenuti dal Presidente Miani in quanto da lui considerati utili a dimostrare come una creativa e competente gestione avrebbe potuto assicurare al Nicelli un meritato rilancio e a creare intorno a questo un’ area di attivo e qualificato consenso. L’adesione agli eventi di autorità civili e militari, di esperti in vari settori aeronautici e più in generale la partecipazione di un numeroso pubblico entusiasta confermarono la validità del punto di vista.
In tale quadro, nasce nel 2007 l’Associazione Amici dell’Aeroporto G. Nicelli fondata da persone con diverse eperienze e professioni, desiderose di sostenere il completamento del progetto e la definizione di una politica aviatoria di più ampio respiro.
B.D.